Scommesse sportive sicuri: la concessione ADM è il primo controllo, tutto il resto viene dopo

Updated Novembre 2026
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Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall'ADM e di.
Ultimo aggiornamento: Tempo di lettura: 44 min
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Sul mercato italiano la parola «sicuro» viene usata con molta disinvoltura. Circola in ogni banner, in ogni recensione, in ogni classifica, e quasi sempre significa cose diverse a seconda di chi la scrive. Per chi scommette significa invece una cosa sola e verificabile: il bookmaker ha una concessione ADM (ex AAMS) per il gioco a distanza, rilasciata per quel sito e per quel dominio, e sta su un elenco pubblico che chiunque può aprire in due minuti.

Dati aggiornati al 5 Novembre 2026, con verifiche effettuate sull'elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Il resto — quanti mercati, che quota, che bonus, che app — è un confronto commerciale, e vale quanto vale. La concessione è l'unica soglia che non si tratta.

Prima di guardare le quote: gli strumenti che rendono sostenibile il gioco

Un bookmaker che ha la concessione deve offrire una serie di strumenti per limitare il gioco, e sono gli stessi su tutti: limiti di deposito, limiti di tempo e di spesa, pause, autoesclusione. Non sono un'appendice alle condizioni contrattuali che nessuno legge. Sono la parte del conto che si usa davvero, e conviene impostarla prima del primo deposito invece di scoprirla quando serve.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L'autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.

Il limite di deposito: l'unico tetto che conta davvero

In Italia non esiste un tetto statutario alle puntate sulle scommesse sportive. Non c'è un massimo di euro che una legge impone su una singola giocata, né una soglia oltre la quale il bookmaker deve bloccare il conto. Il limite che protegge è quello che il giocatore sceglie, e lo sceglie una volta sola: al momento della registrazione il conto di gioco si apre indicando un limite di deposito su base settimanale o mensile. Non è un'impostazione nascosta nelle preferenze. È una domanda che il modulo di apertura conto pone, e la risposta vincola l'operatore.

La logica con cui funziona questo limite vale la pena capirla bene, perché è asimmetrica e la asimmetria gioca a favore di chi ha fretta. Abbassarlo ha effetto immediato; alzarlo comporta un'attesa di sette giorni. Admiralbet scrive esattamente questo nel proprio regolamento: i limiti ridotti diventano operativi subito, quelli aumentati dopo una settimana. Le condizioni della stessa concessionaria vanno oltre il solo deposito e chiedono, in registrazione, un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

Quella settimana di attesa non è una formalità burocratica. È il tempo che serve perché un limite alzato a caldo, dopo una serata storta, non sia un alzare il limite ma un prendere tempo. Un lettore che vuole davvero proteggersi trova qui lo strumento più utile che il sistema italiano gli mette in mano, e lo trova gratis, senza dover cambiare operatore.

L'articolo 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 elenca del resto tutta la cassetta degli attrezzi: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all'età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati dall'ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana e otto ore al giorno. È una lista lunga, e nella pratica la si incontra in ordine sparso. Chi apre il conto lo fa con la fretta di arrivare alla prima giocata, e i limiti finiscono per essere compilati con numeri tondi scelti in trenta secondi. Il momento in cui si sceglie il limite settimanale è il momento in cui si decide quanto si è disposti a perdere, e vale la pena affrontarlo con la stessa calma con cui si guarda una quota.

Un dettaglio pratico che sfugge: il limite di deposito riguarda i versamenti verso il conto di gioco, non le vincite, non i prelievi, non il saldo già presente. Un giocatore che ha cento euro già dentro e cinquanta di limite settimanale può giocarci tutto in una sera. Il limite rallenta l'ingresso, non l'uscita. Chi vuole un tetto anche alla spesa trova gli altri strumenti previsti dalla stessa norma, e li trova nella sezione dedicata del conto.

Autoesclusione e RUA: quando il limite non basta più

C'è un passo successivo, e non ha niente a che vedere con la buona volontà. Si chiama autoesclusione e passa dal RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018. Una volta registrata dal concessionario nel registro, l'autoesclusione blocca tutti gli operatori con concessione ADM, non solo quello presso cui la si è chiesta.

La richiesta si presenta in due modi: dal portale dell'ADM con SPID, oppure direttamente a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. In entrambi i casi l'effetto è lo stesso, e vale la pena dire con precisione quale sia: durante l'autoesclusione registrata nel RUA non si possono fare depositi, non si possono fare giocate, e non si può aprire un conto presso alcun operatore con concessione ADM. Il saldo prelevabile resta prelevabile.

Le durate meritano attenzione, perché sono cambiate di recente. Le condizioni di Admiralbet prevedevano l'autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata. L'ADM conferma i termini generali: l'autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi, mentre quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza. Una finestra da 7 a 270 giorni è una scala molto più ampia di quella di prima, e la parte che conta è la seconda: quella a tempo determinato non si revoca prima della scadenza. Chi sceglie novanta giorni li sceglie per novanta giorni.

La forma dell'esclusione, poi, non è per forza totale. L'ADM distingue tre livelli: trasversale, cioè verso tutti i concessionari con blocco di nuovi conti; riferita a un singolo concessionario; riferita a una singola categoria di gioco, per esempio le scommesse a quota fissa. Non è un dettaglio tecnico privo di conseguenze. Un giocatore che vuole togliersi di mano solo le scommesse sportive e continuare a giocare altro ha quella possibilità, e ha anche quella di escludersi da un solo operatore senza perdere gli altri. Il RUA non è un interruttore generale: è un pannello con più leve.

Dentro questo quadro sta anche il numero verde nazionale 800 558822, che offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco. Il Telefono Verde Nazionale Gioco d'azzardo compare anche fra gli strumenti di gioco responsabile indicati da bet365 per i residenti in Italia, accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull'attività di gioco e autoesclusione. Il numero è lo stesso per tutti, ed è la ragione per cui vale la pena tenerlo a mente prima che serva.

Chiedere aiuto non è un'eccezione

Il sistema italiano tratta il gioco problematico come una questione di salute pubblica, non come un vizio da nascondere, e lo si vede dalla struttura degli obblighi. L'articolo 15, comma 2, del D.Lgs. 41/2024 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € all'anno, in campagne di informazione o comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra piccola in proporzione e significativa in assoluto, e dice che la comunicazione sul gioco responsabile non è lasciata all'iniziativa.

L'altra faccia della medaglia è che il Decreto Dignità vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro: lo ricorda l'ADM in un comunicato del 28 febbraio 2024, citando l'articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la legge 96/2018. Il divieto copre manifestazioni sportive, trasmissioni televisive o radiofoniche, stampa quotidiana e periodica, affissioni e internet. Il decreto stesso, però, promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve un gioco sicuro e responsabile, e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo.

Il risultato è curioso: un operatore con concessione può mettere il proprio marchio su un messaggio che invita a giocare con prudenza, e non può metterlo su un annuncio che invita a giocare. Per chi legge questo significa che il materiale promozionale che incontra online raramente viene da un concessionario italiano; viene, il più delle volte, da un sito che in Italia non ha titolo per operare. È un indizio, non una prova, e va trattato come tale.

Scegliere un bookmaker sicuro: i criteri che usiamo per mettere in fila dieci operatori

La domanda del lettore è quasi sempre la stessa: quale bookmaker è sicuro? La risposta onesta è che la sicurezza di un operatore non è una graduatoria, è una condizione. O ce l'ha o non ce l'ha, e si verifica prima di guardare qualsiasi altra cosa. Quello che si può mettere in fila è ciò che sta sopra quella condizione: quanto è largo il palinsesto, quale percorso di apertura conto è previsto, come sono costruiti i bonus, che strumenti di controllo mette a disposizione l'operatore. Sono confronti, non certificazioni.

I criteri che seguono sono quelli con cui sono ordinati gli operatori in questa pagina. Il primo è il titolo: numero di concessione e società concessionaria, letti dall'elenco ADM. Il secondo è quello che l'operatore stesso scrive nel proprio regolamento sul tema di questa pagina, cioè limiti, autoesclusione e strumenti di tutela. Il terzo è la registrazione: SPID, CIE, documento caricato, e cosa cambia per chi sceglie un percorso invece dell'altro. Il quarto è l'offerta sportiva reale, quella che si legge nella descrizione dell'app o del palinsesto. Il quinto, dove le condizioni lo dicono, è la struttura del bonus di benvenuto.

Nessuno di questi criteri misura la convenienza, e nessuno di questi criteri misura la probabilità di vincere. Un bookmaker con concessione non paga di più di uno senza. Paga diversamente, e la differenza sta nella cornice: il RUA che funziona, la vigilanza dell'ADM, gli strumenti di limite obbligatori, un foro italiano per qualsiasi controversia. Sono cose che si notano solo quando mancano.

La classifica: dieci concessionari a confronto

La tabella mette a confronto i dieci operatori trattati in questa pagina su due materie: il titolo che dichiarano e quello che il loro regolamento dice sul terreno dei limiti e dell'autoesclusione. Le concessioni sono quelle risultanti dall'elenco dell'ADM; per due operatori della lista il regolamento richiamato non aggiunge nulla sul tema, e le celle restano vuote invece di essere riempite con un'inferenza.

Operatore Concessione e concessionario Cosa dice il regolamento sul tema
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. —
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Apertura conto anche con SPID e CIE, oltre alla registrazione classica
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Bonus riservato a conto verificato, deposito minimo 20 €
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc Massimo 100 € di bonus utilizzabile per scommessa; bonus giocabili secondo i requisiti ADM
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited —
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Registrazione con SPID, identificazione anche tramite CIE
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited —
SNAI ADM n. 16032, Snaitech Spa —
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. —

Le concessioni si concentrano in una fascia stretta di codici, dal 16007 al 16044, ed è la conseguenza diretta di come l'ADM assegna i titoli: una gara pubblica, non una licenza aperta. Il lettore attento nota due cose nella colonna di sinistra. La prima è che il codice non è progressivo rispetto all'importanza: NetWin ha il 16035 e Betsson il 16027, Planetwin365 il 16007, e la numerazione riflette l'ordine della procedura, non la dimensione del bookmaker. La seconda è che la società concessionaria raramente porta il nome del marchio. Azzurri Limited tiene sia StarCasinò sia Betsson; Goldbet Better Organization Italy tiene sia Goldbet sia Lottomatica. La concessione è legata al sito, non all'azienda, e una società può gestirne diversi.

Questo è il motivo per cui il controllo va fatto sul dominio e non sul marchio. Cercare «Lottomatica» su un motore di ricerca e atterrare su un sito che ne porta il nome non prova niente: quello che conta è il numero di concessione scritto nei termini del conto di gioco del sito su cui si sta per depositare, e la corrispondenza con una riga dell'elenco. Un concessionario può avere il diritto alle scommesse sportive, al poker, ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione: l'elenco non ha una colonna per i giochi. Stare nell'elenco, quindi, non dice ancora che quello specifico sito accetti scommesse sportive. Quello lo dice il palinsesto dell'operatore.

Vale la pena dirlo una volta, chiaramente: una posizione in una classifica non è una concessione. Nessuna recensione, nessun articolo, nessun confronto assegna un titolo di legittimità. Quello lo fa solo l'elenco dell'Agenzia, e il lettore può aprirlo da solo.

Leggere il titolo: come si verifica la concessione ADM, dominio per dominio

La regola di base è semplice e sta nella FAQ dell'Agenzia: il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia solo da chi ha una concessione dell'ADM, e per verificare se un operatore è autorizzato si consulta l'elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell'Agenzia. Non esiste una seconda strada. Non esiste un registro europeo che valga in Italia, non esiste un'autocertificazione, non esiste un bollino sul sito.

La cornice in cui questa regola vive è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, che riordina il settore dei giochi pubblici a distanza. L'articolo 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Le concessioni sono assegnate con gara pubblica e durano al massimo nove anni, senza rinnovo automatico; i requisiti comprendono una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l'impegno ai limiti di deposito che l'ADM fissa nella gara.

I numeri della gara di settembre 2025 aiutano a capire la scala del mercato: 52 concessioni assegnate a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. L'elenco dell'ADM letto il 25 ottobre 2026 ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it.

Il passo pratico è questo: si apre il sito dell'operatore, si cercano i termini e condizioni del conto di gioco, e si legge il titolo. Admiralbet, per fare l'esempio di come è scritta la dichiarazione, si presenta come concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall'ADM, e dichiara di fornire il servizio tramite il sito www.admiralbet.it. Quelle due informazioni — numero e dominio — sono esattamente ciò che si confronta con l'elenco. Se il dominio nel regolamento non è quello su cui si sta scommettendo, il problema è già risolto.

Perché il .it non è un dettaglio estetico

Il dominio nazionale non è una scelta di marketing. La concessione è rilasciata per sito, e i concessionari operano su un dominio .it. Questo ha una conseguenza concreta per il lettore: il .it è il segno più visibile che si sta davanti a un'offerta rivolta al mercato italiano e coperta dal titolo. Un bookmaker che accetta giocatori italiani su un dominio estero non è per questo illegale in sé, ma sta fuori dal perimetro della concessione italiana, e quindi fuori dal RUA, fuori dalla vigilanza dell'ADM e fuori dal foro italiano.

Il nome dell'azienda concessionaria, come si è visto nella tabella, è spesso una società che non ha nulla a che vedere con il marchio pubblicizzato. È normale nel settore e non è un segnale di irregolarità: il marchio è del gruppo, la concessione è della società italiana. Quello che conta è che la catena sia ricostruibile — marchio, dominio .it, numero di concessione, riga dell'elenco — e che tutti gli anelli si tengano.

Che cosa rischia chi scommette su un sito senza concessione

La domanda arriva spesso in una forma più brutale: e se ci gioco lo stesso, che succede? La risposta ha due parti, e la seconda è quella che pesa.

La prima parte riguarda l'operatore. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L'articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l'ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l'elenco dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quello dei siti di cui è inibito l'accesso, entrambi pubblici sui siti istituzionali dell'Agenzia e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che non rispettano un ordine dell'ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L'ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso, e il blocco funziona a livello di DNS.

Il blocco è una misura reale e imperfetta. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Qualche provider è più lento di altri nel recepire le liste. Per il lettore questo significa una cosa sola: trovare un sito raggiungibile non è la prova che sia legale, perché la raggiungibilità dipende anche da quanto è veloce il proprio operatore di rete. Il sito oscurato è un sintomo, non la malattia.

La seconda parte riguarda la posizione del giocatore, ed è qui che la questione smette di essere tecnica. L'ADM, nel comunicato del 28 febbraio 2024, scrive che la legge 401 prevede l'arresto fino a tre mesi e un'ammenda per i soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all'estero, e aggiunge: «Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L'importo dell'ammenda non è indicato, e non risulta una casistica di procedimenti contro singoli giocatori. Ma la regola è scritta così, e un articolo che dicesse «giocare offshore è solo un rischio teorico» starebbe correggendo l'Agenzia.

Accanto al profilo penale ci sono tre cose che si perdono, e si perdono in silenzio. La prima è il RUA: i siti senza concessione non sono collegati al Registro Unico degli Autoesclusi, quindi un giocatore che si è escluso altrove non è protetto. La seconda è l'accesso a strumenti come i punti vendita ricariche regolamentati, previsti dall'articolo 13 del D.Lgs. 41/2024, che ricaricano il conto solo su richiesta del titolare e con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario, oppure in contanti fino a 100 € a settimana, e che non possono pagare vincite né erogare prelievi. La terza è il fisco, e merita un paragrafo a parte.

Sul piano della convenienza pura, la differenza fra un concessionario ADM e un marchio offshore è meno spettacolare di quanto la pubblicità suggerisca: quote simili, bonus simili, mercati simili. Quello che cambia è dove finisce il rischio quando qualcosa va storto. Con la concessione c'è un'Agenzia dello Stato a cui rivolgersi, un registro dell'autoesclusione che funziona, un foro italiano. Senza, c'è un indirizzo email.

Tasse: chi paga, chi dichiara, chi non dichiara niente

La fiscalità delle vincite è il punto su cui circolano più leggende, e conviene separare due situazioni che non hanno nulla in comune.

La prima è la vincita pagata da un concessionario ADM. L'imposta unica sulle scommesse a quota fissa, prevista dall'articolo 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, grava sull'operatore: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le corse dei cavalli a quota fissa pagano gli stessi valori. Il giocatore, di conseguenza, riceve la somma netta e non dichiara nulla: l'imposta è trattenuta alla fonte. Questa ricostruzione è quella riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026 e non risulta confermata da una pagina dell'amministrazione finanziaria, quindi vale la stessa cautela che vale per ogni questione fiscale: consultare un commercialista.

La seconda situazione è la vincita incassata da un sito estero o non autorizzato. Qui l'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come redditi diversi ai sensi dell'articolo 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all'estero, imponibili secondo l'articolo 69 del TUIR per l'intero importo ricevuto senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L'aliquota IRPEF applicabile non è indicata, e la posizione va letta come interpretazione dell'Agenzia delle Entrate, non come consulenza fiscale.

Il contrasto fra le due situazioni è il modo più chiaro per dire cosa si compra con una concessione. Da una parte un'operazione che si chiude nel conto di gioco. Dall'altra una riga da aggiungere a una dichiarazione dei redditi.

Dieci concessionari, dieci percorsi diversi

Gli operatori che seguono sono concessionari con sito .it, in ordine non di merito. Ognuno ha un profilo diverso, e la differenza non sta quasi mai nel titolo — che tutti hanno — ma in quello che costruiscono attorno: come si apre il conto, quanto è largo il palinsesto, come è fatta la promozione. Le concessioni sono quelle dell'elenco dell'ADM; le descrizioni dell'offerta sono quelle che gli operatori stessi danno nei propri termini e nelle proprie schede applicative.

Planetwin365: il palinsesto più fitto del gruppo

Planetwin365 opera con concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a., sul sito Planetwin365.it. La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La concessione, come per tutti gli altri, è per sito: il numero sta nel regolamento, non nel nome dell'azienda.

Quello che la descrizione dell'apprivela è un bookmaker costruito attorno alla profondità del palinsesto calcistico. Chi scommette sul calcio italiano ed europeo trova qui una copertura che le serie minori raramente ricevono: la Serie C sulla stessa piattaforma della Premier League è un dettaglio che dice molto su dove sono stati investiti i soldi. Il rovescio è che una lista lunga di campionati non è una lista lunga di mercati, e la profondità delle quotazioni su un singolo match si misura solo aprendo la partita.

Per chi sceglie in base a dove trova la partita che gli interessa, questa è una delle porte più larghe fra quelle esaminate. Chi invece cerca strumenti di controllo particolarmente articolati o un percorso di apertura conto innovativo non trova qui niente di diverso dal resto della lista.

Eurobet: la scommessa che esce dal perimetro dello sport

Eurobet opera con concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul sito Eurobet.it. La sua app offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.

È il profilo più curioso dei dieci. Gli scacchi e le elezioni non sono sport, e non lo diventano perché un bookmaker li quota. Sono eventi con un esito verificabile, il che è tutto ciò che serve per costruire un mercato a quota fissa, e l'articolo 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi sportivi e non sportivi e di tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato dall'ADM. Gli eventi non sportivi entrano nel perimetro per definizione, e questo significa che la quota su una finale televisiva ha la stessa cornice legale della quota su un derby.

Chi cerca l'ampiezza tematica trova qui la ragione per aprire il conto. Chi cerca un bookmaker specializzato nel calcio trova la profondità che serve, ma in un catalogo dove convive con i reality show.

BetFlag: aprire il conto con SPID o CIE

BetFlag opera con concessione ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a., sul sito Betflag.it. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Qui il punto non è l'offerta sportiva ma la procedura. SPID e CIE sono identità digitali già validate da un gestore accreditato, e usarle per aprire il conto accorcia il percorso: i dati arrivano dal provider, la verifica è immediata, e non c'è un documento da fotografare. Il contrasto con il percorso manuale è netto. La procedura classica di apertura conto funziona caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png — come scrivono per esempio le condizioni di Admiralbet — e senza SPID il conto va validato entro 30 giorni o viene sospeso con i prelievi bloccati, come indicano le pagine degli operatori.

La differenza pratica è di giorni, ed è una differenza che chi ha una schedina già pronta sente. Un lettore che ha SPID attivo e vuole essere operativo in pochi minuti ha qui il percorso più corto fra quelli documentati. Chi non ha SPID e non vuole attivarlo sceglie la registrazione classica e accetta i tempi della verifica documentale.

NetWin: il bonus che premia il conto già verificato

NetWin opera con concessione ADM n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., sul sito Netwin.it. La sua offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e codice promozionale da inserire al primo versamento.

«100 % del primo deposito» suona come un tetto largo e non lo è: il massimo è 50 €, cioè una cifra che nella pratica si esaurisce con il deposito minimo moltiplicato per due e mezzo. La condizione che conta, però, è un'altra, ed è quella che il titolo sintetizza: il bonus è riservato a chi ha il conto già verificato. Il percorso di identificazione non è un passaggio amministrativo da completare con calma nei giorni successivi; è la condizione di accesso alla promozione, e chi rimanda la verifica arriva al primo deposito senza bonus. In un contesto in cui la validazione del conto è richiesta entro 30 giorni a pena di sospensione, questa è una promozione che ordina le priorità in modo sensato: prima il conto, poi il deposito.

La struttura minima — deposito da 20 €, credito fino a 50 € — rende l'offerta adatta a chi vuole provare la piattaforma con una cifra contenuta. Chi cerca un credito più alto per una prima settimana di gioco intenso trova qui un tetto modesto, e sopra quel tetto il bonus smette di crescere.

William Hill: il bonus immediato con SPID e il tetto dei 100 €

William Hill opera con concessione ADM n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, sul sito William Hill. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l'invio dei documenti entro 96 ore. Sulle scommesse sportive l'importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e l'operatore precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM.

Il confronto fra i due percorsi di registrazione è il contenuto informativo di questa offerta. Registrarsi con SPID vale il doppio, e vale soprattutto la certezza del momento in cui il credito arriva: immediato da una parte, legato all'esito di una verifica documentale dall'altra. Una finestra di 96 ore per inviare i documenti è comoda e non è generosa, e chi deposita prima di averla chiusa gioca con i propri soldi e senza il bonus di verifica.

Il tetto dei 100 € utilizzabili su una singola scommessa è invece una regola di tipo diverso, e vale la pena leggerla con attenzione perché limita l'uso e non l'importo. Chi vuole puntare l'intero bonus su una sola giocata non può farlo sopra quella soglia: deve distribuire il credito su più scommesse. Non è una penalità nascosta, è una precisa indicazione di come il credito va usato, e va letta prima di costruire la prima multipla. La promozione funziona quindi in modo decente per chi apre con SPID e gioca più scommesse di taglio normale; è poco interessante per chi cerca una cifra alta in un colpo solo.

StarCasinò: il marchio che parte dal casinò

StarCasinò opera con concessione ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, sul sito Starcasino.it. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Il nome lo dice: qui il casinò è il prodotto principale e le scommesse sportive sono l'ala laterale. Il dato interessante è societario, e sta nella tabella: la stessa Azzurri Limited è concessionaria anche del marchio Betsson, su un altro sito e con un altro numero. Due piattaforme, la stessa società concessionaria, offerte costruite in modo diverso.

Per chi cerca un bookmaker specializzato l'indicazione è quella di aprire prima la sezione sportiva e guardare il palinsesto: l'accenno alle «varie tipologie di scommessa sportiva» dice che l'offerta esiste, non quanto sia profonda. Chi invece sul conto vuole fare entrambe le cose — una giocata sulla Serie A e una sera alle slot — trova qui una piattaforma unica e coerente, e non deve aprire due conti.

Goldbet: SPID, CIE e il catalogo delle schedine

Goldbet opera con concessione ADM n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul sito Goldbet.it. La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l'app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Il percorso di identificazione passa da SPID e, tramite un provider SPID, anche da CIE.

Il dettaglio che distingue Goldbet è la varietà dei formati di schedina. Singola, multipla e sistema non sono tre nomi per la stessa cosa: sono tre modi diversi di distribuire il rischio sulla stessa lettura della partita, e un bookmaker che li mette tutti in primo piano si rivolge a chi costruisce la giocata, non a chi punta il risultato. La copertura dichiarata — tutti i campionati di calcio e altri sport — è ampia e generica insieme, ed è il tipo di formula che si verifica aprendo il palinsesto.

Sul conto, GBO Italy è la società che sta dietro anche a Lottomatica, con un numero di concessione diverso. Un giocatore che ha conti su entrambi i marchi sta parlando con la stessa azienda per la parte regolatoria e con due piattaforme diverse per il prodotto. Il fatto merita di essere conosciuto, perché chiarisce che il numero di concessione segue il sito e non il gruppo.

Betsson: mercati calcistici in formato compatto

Betsson opera con concessione ADM n. 16027, intestata ad Azzurri Limited, sul sito Betsson.it. La sua app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La lista dei mercati è quella canonica del calcio, ed è una buona notizia per chi non vuole sorprese: 1X2, Under/Over, GG/NG, marcatori e combo coprono la stragrande maggioranza delle giocate che un lettore alle prime armi ha in mente. Chi cerca la seconda divisione di un campionato minore o un mercato esotico su un singolo calciatore trova un catalogo più stretto.

L'accoppiata con StarCasinò, sotto la stessa società concessionaria, è il dato che un lettore attento nota. I due marchi condividono il titolo e non il posizionamento: qui la parte sportiva è dichiarata in modo più esplicito di quanto non sia sull'altra piattaforma. Chi vuole capire quale dei due gli conviene può confrontare le due schede e vedere dove è investita la comunicazione.

SNAI: cash out e mercati da partita guardata

SNAI opera con concessione ADM n. 16032, intestata a Snaitech Spa, sul sito Snai.it. La sua app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell'evento.

Il cash out è la voce che cambia il modo di giocare, più della singola lista di mercati. Chiuderla prima della fine significa rinunciare a una parte del valore potenziale in cambio dell'eliminazione dell'incertezza, e il prezzo di quella rinuncia lo fa il bookmaker, non il giocatore. Non è un servizio gratuito né un favore: è una compravendita in cui il margine dell'operatore entra una seconda volta, e chi la usa spesso dovrebbe guardare la cifra proposta prima di accettarla.

I mercati sul numero di tiri in porta e sui cartellini appartengono a una famiglia diversa dal risultato finale: sono mercati che premiano chi guarda la partita, non chi legge il pronostico. Con il cash out a disposizione, la combinazione si adatta a chi vuole seguire un singolo match con una posizione aperta e la possibilità di uscirne. Chi scommette poco e sporadicamente non ne ha bisogno, e paga il margine in più senza usarlo.

Lottomatica: streaming e gioco live in tempo reale

Lottomatica opera con concessione ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul sito Lottomatica.it. La sua app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Lo streaming è la funzione che distingue questa piattaforma, e cambia il rapporto con il gioco live. Scommettere su un evento mentre lo si guarda dentro la stessa applicazione riduce la distanza fra la decisione e quello che sta succedendo in campo, e quella riduzione è tanto un vantaggio quanto una trappola: la giocata presa a caldo durante un'azione vale, in media, meno di quella ragionata prima del fischio d'inizio, e il margine dell'operatore è già dentro la quota che si accetta. Chi sa di essere impulsivo trova qui lo strumento che meglio asseconda quella tendenza, e dovrebbe impostare i propri limiti prima di installare l'app, non dopo.

La copertura dichiarata è quella dei grandi campionati e dei due maggiori campionati motoristici, senza le serie minori. L'utente tipico è quello che segue la Champions League e la Formula 1 in diretta e vuole la partita sullo schermo mentre decide.

Quanto costa giocare, con i numeri in mano

Il margine del bookmaker è la parte che nessuna promozione mette in vetrina, e vale la pena renderla visibile con un esempio costruito su numeri dichiarati.

Immaginiamo un mercato a due esiti, con le due quote entrambe a 1,90. Il payout del mercato si calcola sommando gli inversi delle quote — 1 diviso 1,90, due volte — e prendendo l'inverso della somma: viene circa lo 0,947, cioè un payout del 94,7 %. Il margine è il resto, circa il 5,3 %. Su ogni 100 € puntati su quel mercato, insomma, il bookmaker ne trattiene in media circa 5,3 €, indipendentemente da chi vince. Non sono soldi che spariscono in una casella: sono incorporati nelle due quote, e il giocatore li paga nel momento stesso in cui accetta il prezzo.

Su quel margine si può costruire la seconda parte del calcolo, e conviene usare una cifra concreta. Prendiamo un giocatore che sceglie al momento della registrazione un limite di deposito di 100 € a settimana e che versa quei 100 € una volta sola, giocandoli su quel mercato a 1,90 / 1,90, con una sola puntata da 100 €. Supponendo di rigiocare l'intera vincita a ogni giro alla stessa quota di 1,90, il costo atteso per ogni giro è di circa 5,30 €. Su una singola giocata da 100 €, quindi, il costo medio atteso è di circa 5,3 € una volta sola: quella cifra è la quota che la casa si è già presa, e non cambia se la giocata va bene o va male. Il conto interessante, però, è quello in cui i 100 € restano in gioco per più settimane. Se la vincita viene rigiocata interamente per dieci volte, il costo atteso cumulato sale a circa 53 €, cioè poco più della metà della cifra iniziale; su cinquanta giri arriva intorno a 265 €, e su cento giri intorno ai 530 €. È una banda larga e non un numero secco, perché dipende dalle assunzioni: deposito versato una volta sola, l'intera vincita rimessa in gioco ogni volta, la stessa quota a 1,90, il margine del 5,3 % invariato per tutto il percorso. Cambiando una sola di queste ipotesi il risultato si sposta.

Vale la pena dirlo con chiarezza perché è il punto che tutta la comunicazione sul gioco evita: il valore atteso di ogni puntata è negativo per costruzione, e l'unica variabile che il giocatore controlla davvero è quante volte ripete l'operazione. Un limite di deposito di 100 € a settimana non è un tetto alla perdita, perché quello che entra in gioco non è il deposito ma la vincita rigiocata: il limite regola il rubinetto, non il circuito. È la stessa distinzione che separa il deposito dalla puntata, e la ragione per cui gli strumenti di autolimite su spesa e tempo, previsti dall'articolo 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024, non sono ridondanti rispetto al limite di deposito. Il calcolo, per sua natura, è una stima media su molte giocate ripetute e non una previsione su una singola scommessa: su un singolo colpo si può vincere, e la media non dice nulla su quel colpo.

Le regole che rendono «sicuro» un bookmaker in Italia

La parola «sicuro» nelle scommesse sportive viene declinata in tre modi diversi, e vale la pena separarli perché non sono la stessa cosa. C'è la sicurezza legale, che dipende dalla concessione. C'è la sicurezza delle regole, che dipende da come è costruita l'offerta. C'è la sicurezza del giocatore, che dipende dagli strumenti che l'operatore mette a disposizione. Le prime due le decide lo Stato e l'operatore; la terza la decide chi gioca.

Il palinsesto approvato e la regola dell'ADM

Non si può scommettere su qualunque cosa. L'articolo 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma degli eventi e dei tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato dall'ADM, e una scommessa può essere accettata solo su eventi che stanno dentro quel palinsesto approvato. L'ADM autorizza gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, secondo quanto riportano le testate di settore.

Per il lettore questo significa che il catalogo di un bookmaker italiano non è libero. È un elenco approvato, e cambia quando cambia l'elenco. Quali sport e quali tipi di scommessa entrino nel palinsesto di un singolo operatore non è dato sapere dall'esterno: lo si vede aprendo la piattaforma. Le scommesse su eventi simulati — quelle su eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati dal computer e mostrati tramite animazione o un evento reale preregistrato, secondo la definizione dell'articolo 2, lett. v) — rientrano nella concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L'ippica è invece due cose distinte nella legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l'articolo 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale dell'articolo 6, comma 1, lett. c), che richiedono una concessione propria.

Il betting exchange, la forma di scommessa che quasi nessuno usa

C'è una modalità prevista dalla legge italiana che rovescia il rapporto fra giocatore e bookmaker, e quasi nessuno la conosce. L'articolo 6, comma 1, lett. e) ammette le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra i giocatori, cioè il betting exchange, e l'articolo 2, lett. u) lo definisce: il giocatore può essere scommettitore o bancatore, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Non è una scommessa contro la casa, è una scommessa contro un altro giocatore.

La differenza economica è sostanziale e va detta senza esagerarla. Su un exchange il costo non è un margine incorporato nelle quote ma una commissione dichiarata, e il prezzo delle due parti lo fanno gli utenti. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull'exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione non è dato sapere. Chi cerca questa modalità deve verificarla direttamente presso il concessionario, perché la presenza della forma nel decreto non implica che ogni operatore la offra.

Il conto di gioco e i limiti che il giocatore non può ignorare

Il conto di gioco è un conto identificato. Non esiste un conto anonimo presso un concessionario italiano: o si passa dalla registrazione classica con il caricamento di un documento, o si passa da un'identità digitale come SPID, con la CIE come alternativa su alcune piattaforme. Le condizioni della concessione impongono di escludere i minori dal gioco, e la legge italiana fissa l'età a 18 anni; l'articolo 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 nomina la tutela dei minori di età fra i principi del settore.

Senza SPID, il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. È una scadenza che nessun operatore mette in evidenza nella pagina di benvenuto e che ha un effetto concreto: un conto non validato accetta depositi e non lascia uscire nulla. Chi apre il conto e rimanda il caricamento del documento per una settimana sta finanziando una piattaforma con i propri soldi, senza poterli riprendere finché non chiude la procedura. È il tipo di dettaglio che vale più di dieci recensioni.

Il conto di gioco è anche il luogo dove stanno i limiti. Il limite di deposito scelto in registrazione, i limiti di spesa e di tempo, i messaggi automatici sulla durata della sessione: tutto vive dentro il conto, e tutto è modificabile, con l'asimmetria già vista fra riduzione immediata e aumento differito. Chi apre il conto su un sito con concessione ha questi strumenti; chi lo apre altrove non li ha, e non per una scelta dell'operatore ma perché gli strumenti sono un obbligo legato al titolo.

L'elenco pubblico e il modo di consultarlo

L'elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza è pubblico e sta sul sito dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il D.Lgs. 41/2024, articolo 22, prevede che l'ADM, d'intesa con la Guardia di Finanza, rediga sia la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari sia quella dei siti inibiti, e le renda pubbliche sui siti istituzionali dell'Agenzia e della Guardia di Finanza.

Il modo di consultarlo è più importante di quanto sembri. La lista dei siti legali è legata ai concessionari, quindi la riga che interessa contiene un dominio .it e un numero; la lista dei siti inibiti contiene quello che è stato oscurato. Un lettore che vuole fare il controllo in tre minuti cerca il dominio del sito su cui sta per giocare, e non il marchio, e verifica il numero di concessione dichiarato nei termini del conto di gioco. Se la riga c'è, il titolo esiste; se il dominio non compare, il titolo non c'è, qualunque cosa dica la pubblicità.

Un'ultima nota sull'elenco e su ciò che non contiene. Non è esaustivo del mercato: altri concessionari esistono oltre ai dieci marchi trattati qui, e un marchio che non compare in questa pagina non è per questo privo di concessione. E non contiene una colonna per i giochi: un nome sull'elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive, perché un concessionario può avere il diritto a scommesse, poker, giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo in qualsiasi combinazione. L'offerta sportiva si verifica sul sito e sull'app dell'operatore. Unbrand come Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano fra le 52 righe dell'elenco lette il 25 ottobre 2026, il che non è un giudizio sulle loro piattaforme ma una constatazione sul loro titolo in Italia.

Domande frequenti

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si apre l'elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e si cerca il dominio su cui si intende giocare, non il marchio. Poi si confronta la riga trovata con il numero di concessione che l'operatore dichiara nei termini del conto di gioco: se dominio, numero e società concessionaria coincidono, il titolo esiste.

Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?

La concessione è rilasciata per sito, e i concessionari operano su un dominio .it. Il dominio nazionale è il segno più visibile che l'offerta è rivolta al mercato italiano e coperta dal titolo, con tutto ciò che ne segue: iscrizione al RUA, vigilanza dell'ADM, strumenti di limite obbligatori e un foro italiano per le controversie.

Che cos'è il RUA e come funziona l'autoesclusione?

Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018. L'autoesclusione si chiede dal portale ADM con SPID oppure a un concessionario presso cui si ha un conto, dura da 7 a 270 giorni o è indeterminata, può riguardare tutti i concessionari, uno solo o una singola categoria di gioco, e blocca depositi, giocate e nuovi conti.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il limite si sceglie al momento della registrazione, su base settimanale o mensile, e non esiste un tetto statutario alle puntate sulle scommesse sportive in Italia. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. Il limite riguarda i versamenti verso il conto di gioco, non le vincite rigiocate.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso non è protetto, e sono soggetti al blocco DNS disposto dall'ADM, che ha portato il totale a 11.481 domini oscurati. L'ADM ricorda inoltre che il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore, perché l'imposta unica grava sull'operatore — 20,5 % sulla rete fisica e 24,5 % a distanza, sulla differenza fra puntate e vincite. Le vincite da siti esteri andrebbero invece dichiarate come redditi diversi; in ogni caso conviene consultare un commercialista.

Questo contenuto è stato creato dal team di Schedine Multiple.

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